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domenica, ottobre 30, 2005

Una volta non era vietato attraversare i binari...

tratto da: La Leica e le altre
"Mi viene da pensare a un?altra italia, quella dove si arrivava dappertutto con il prezzo del biglietto, quella delle sale d?aspetto calde, dei signori col cappello e la sciarpa, delle mamme con bambini educati e magari un po? timidi che sbirciavano col broncio. Un'Italia del caffé al bar della stazione un po? diverso in ogni luogo, sosta timida di genti raminghe e naufraghi di ritardi. E sopra la testa un grande orologio a segnare il destino imminente di tutti. Lancette squadrate e taglienti a cui si portava inevitabilmente rispetto.

'Per tutto quanto non è previsto nel presente regolamento il capostazione deve usare senno e ponderatezza.'

Ultima pagina del regolamento di servizio delle Ferrovie dello Stato FF. SS.

Una volta non era vietato attraversare i binari, e tutti gli uomini erano ritenuti in grado di badare a se stessi. Non c'era una macchina dove infilare il biglietto ma un ferroviere, capotreno o controllore, che in vettura se lo passava tra le mani e poi te lo ridava forato. Potevi persino chiedergli un'informazione, una cortesia, senza neanche digitare il numero verde.
Nello splendido e nuovo mondo degli eterni bambini: UTILIZZARE IL SOTTOPASSAGGIO."

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